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Preventivo

Il preliminare di compravendita, comunemente chiamato compromesso, è il primo passo formale per comprare o vendere un immobile. In poche parole, è un accordo con cui le parti si impegnano a stipulare il contratto definitivo (il rogito) entro una data stabilita. Non è ancora il trasferimento della proprietà, ma è un vincolo giuridico importante: da quel momento, entrambe le parti hanno diritti e doveri precisi.

In questa guida ti spieghiamo in modo semplice e pratico tutto ciò che devi sapere sul preliminare: quando serve davvero, come funziona dal notaio, quali documenti preparare, quanto costa e come evitare errori comuni. Il nostro obiettivo è farti arrivare preparato e consapevole, così da poter confrontare i preventivi e scegliere con serenità.

Cos'è e a cosa serve

Il preliminare di compravendita è un contratto con cui il venditore e l'acquirente si obbligano a stipulare il contratto definitivo di vendita (rogito) entro un termine concordato. Serve a fissare le condizioni essenziali dell'affare: prezzo, modalità di pagamento, data del rogito, eventuali condizioni sospensive (come l'ottenimento del mutuo).

Dal punto di vista pratico, il compromesso ha diverse funzioni: blocca l'immobile (il venditore non può più venderlo ad altri), garantisce all'acquirente che l'affare non salti, e permette di definire con chiarezza gli impegni di entrambe le parti. Inoltre, il versamento di una caparra (di solito il 10-20% del prezzo) dimostra la serietà dell'impegno.

Quando serve davvero

Il preliminare non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato in quasi tutte le compravendite immobiliari. Serve soprattutto quando:

  • L'acquisto è finanziato da un mutuo: la banca richiede tempi tecnici per l'istruttoria, e il compromesso dà certezza al venditore.
  • La compravendita non è immediata: se serve tempo per ottenere documenti, fare ristrutturazioni o trasferirsi, il preliminare fissa le tappe.
  • Si vuole bloccare l'immobile: in un mercato competitivo, il compromesso evita che il venditore tratti con altri acquirenti.
  • Ci sono condizioni da verificare: ad esempio, l'acquirente deve vendere prima la propria casa, o deve essere accertata la conformità urbanistica.

In pratica, se stai comprando o vendendo casa, il compromesso è quasi sempre il passo giusto. Evita accordi solo verbali o semplici caparre informali: senza un contratto scritto, i rischi sono alti.

Come funziona dal notaio

Il preliminare può essere stipulato in due modi: come scrittura privata (anche senza notaio, ma con firme autenticate) oppure come atto pubblico notarile. La scelta dipende dalle esigenze: la forma notarile è più garantista e spesso richiesta dalle banche, ma ha un costo maggiore.

Dal notaio, il procedimento è semplice: il notaio legge il contratto alle parti, verifica l'identità e la capacità di agire, accerta che non ci siano problemi (come ipoteche o pignoramenti sull'immobile) e raccoglie le firme. Poi provvede alla registrazione presso l'Agenzia delle Entrate entro 30 giorni. Il notaio non è obbligatorio per legge, ma è consigliato per la sua imparzialità e per evitare errori che potrebbero costare cari.

Documenti da preparare

Per stipulare un preliminare, servono una serie di documenti. Ecco i principali:

  • Documenti di identità validi di tutte le parti (venditore e acquirente).
  • Codice fiscale di tutti i soggetti coinvolti.
  • Visura catastale dell'immobile (per verificare i dati catastali).
  • Planimetria catastale depositata (per la conformità).
  • Certificato di destinazione urbanistica (se l'immobile è in zona agricola o non residenziale).
  • Attestato di prestazione energetica (APE) (obbligatorio per la compravendita, ma utile già nel preliminare).
  • Eventuale contratto di mutuo o delibera della banca, se l'acquisto è finanziato.

Il notaio ti indicherà esattamente cosa serve nel tuo caso. Porta tutto con largo anticipo per evitare ritardi.

Quanto costa e cosa fa variare il prezzo

Il costo del preliminare di compravendita varia in base a diversi fattori. In Italia, il range indicativo nazionale è di 600–1300 €, con una media di circa 900 €. Questo importo copre generalmente l'onorario del notaio, le spese di registrazione e le eventuali visure.

I fattori che influenzano il prezzo sono:

  • La complessità dell'atto: se ci sono più parti, clausole particolari o condizioni sospensive, il lavoro del notaio aumenta.
  • Il valore dell'immobile: gli onorari notarili sono spesso proporzionali al valore dichiarato.
  • La forma scelta: un atto pubblico notarile costa più di una scrittura privata autenticata.
  • La città e lo studio notarile: i prezzi possono variare anche del 30% tra uno studio e l'altro.
  • Le spese di registrazione: l'imposta di registro è fissa (200 €) per il preliminare, ma le spese di trascrizione possono variare.

Per evitare sorprese, chiedi sempre un preventivo dettagliato che specifichi onorario, spese e imposte.

Errori da evitare

Ecco gli errori più comuni che si commettono con il preliminare:

  • Non fare un preliminare scritto: affidarsi solo alla parola o a una caparra informale è rischioso.
  • Omettere condizioni importanti: se non scrivi che l'acquisto è subordinato al mutuo, rischi di perdere la caparra se non ottieni il finanziamento.
  • Non verificare la conformità urbanistica: un immobile con difformità può bloccare il rogito.
  • Non leggere attentamente il contratto: firma solo dopo aver compreso ogni clausola.
  • Ignorare i termini di registrazione: il preliminare va registrato entro 30 giorni, altrimenti ci sono sanzioni.

Come chiedere un preventivo utile

Per ottenere un preventivo chiaro e confrontabile, segui questi consigli:

  • Prepara tutte le informazioni: dati dell'immobile, valore, eventuali condizioni (mutuo, tempi).
  • Chiedi un preventivo scritto che distingua onorario, spese e imposte.
  • Confronta almeno 3 studi notarili: i prezzi possono variare sensibilmente.
  • Chiedi se il preventivo include la registrazione e le visure.
  • Verifica la trasparenza: un buon notaio ti spiega ogni voce di costo.

Con queste informazioni, sarai in grado di scegliere con consapevolezza e senza brutte sorprese.

Domande frequenti

Risposte pratiche per arrivare preparato e chiedere un preventivo più chiaro.

Qual è la differenza tra preliminare e rogito?

Il preliminare è un contratto con cui le parti si impegnano a vendere/comprare in futuro, mentre il rogito è l'atto definitivo che trasferisce la proprietà. Il preliminare non trasferisce nulla, ma crea un obbligo a stipulare il rogito.

Quali documenti servono per il preliminare?

Servono documenti di identità e codice fiscale di tutte le parti, visura catastale, planimetria, APE e, se c'è un mutuo, la delibera della banca. Il notaio può richiedere altri documenti specifici in base alla situazione.

Quanto tempo prima del rogito si fa il preliminare?

Non c'è un termine fisso: dipende dall'accordo tra le parti. Di solito si fa da 1 a 6 mesi prima del rogito, per dare tempo alla banca per il mutuo o per risolvere eventuali pratiche. Il termine è indicato nel contratto.

È obbligatorio andare dal notaio per il preliminare?

No, non è obbligatorio: si può fare come scrittura privata semplice. Tuttavia, la forma notarile è consigliata perché garantisce maggiore sicurezza e autenticità delle firme, e spesso è richiesta dalle banche.

Cosa include il prezzo del notaio per il preliminare?

Il prezzo include l'onorario del notaio, le spese di registrazione (imposta di registro fissa di 200 €) e le eventuali visure. Le spese di trascrizione non si applicano al preliminare, ma solo al rogito.

Quali errori evitare quando si firma un compromesso?

Evita di firmare senza leggere attentamente, di omettere condizioni come il mutuo, di non verificare la conformità urbanistica e di non registrare il contratto entro 30 giorni. Questi errori possono costare cari.

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